giovedì 25 ottobre 2007

Tesi: speranze ed illusioni dall'Est


Chi di voi si è messo a scrivere la tesi convinto di fare qualcosa di importante, per il proprio futuro lavorativo magari, o per gli altri, per sentirsi un pò Bruce Willis e contribuire a salvare il mondo ed a istruire quegli stolidi dei nostri compatrioti.
Beh, non è così, è una vaccata (o porcata citando un noto dentista parlamentare).
Ti sbatti, io manco tanto a dire la verità, leggi, intervisti, cerchi in internet... scrivi...
Niente, mai nessuno si porrà il quesito su di cosa siano riempite quelle pagine finemente rilegate in stoffa similseta blu col nome argentato (ci dice di più che il dorato) stampigliato fuori.
Io mi ero illuso.
Di fare qualcosa che poi sarebbe servita al ministero per ottimizzare il lavoro.
Di fare della Croazia un esempio da imitare, per una volta, nel resto d'europa.
Di essere diverso.
E invece no, nò perchè la politica è uguale in tutto il mondo, perchè se fai qualcosa che velocizza il lavoro, fà risparmiare parecchi stipendi e dà un servizio efficiente sei un cojone (qualcuno si ricorda chi ci ha definito chi in questo modo durante le elezioni?).
Sì sei uno stupido illuso perchè se sei un deficente figlio di papà e non riesci a trovare un lavoro magari qualcuno qualcosa da fare te la trova: qualcuno in alto, qualcosa da fare cui non serva un genio e il figliolo è apposto.
Vi sembro rassegnato?
NO! Non sono così, tengo il mio progetto nel cassetto da 3 anni ormai, bello che pronto.
Quando la scrivania intorno al cassetto sarà diventata di quel bel legno massello scuro invece che due treppiedi dell'ikea allora lo ritirerò fuori... e avrò anche io il mio momento alla Bruce Willis.
Promesso!

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